Emeroteca Italgas
Zaccone, Gian Maria
Su quel lino i segni del tempoNumerose e ricche di interesse sono le tracce la sciate dalla Sindone dagli antichi sistemi di conservazione ; Speciale
anno: 1997, XXIX, n. 2, pp. 14 - 17
data di pubblicazione: 04.1997 - 06.1997
descrizione
Il vero ritratto del Santissimo Sudario del Salvatore, mostrato a Torino nel 1582 davanti a importanti prelati tra cui il Cardinale Borromeo, è al centro di una lunga storia di conservazione. Attualmente la Sindone è custodita arrotolata su un cilindro di legno in una cassetta cinquecentesca, ma questo metodo è documentato solo dopo l'arrivo a Torino. Prima, la Sindone era conservata piegata in un cofano d'argento, commissionato nel 1509 da Margherita d'Austria, vedova di Filiberto II di Savoia. Successivamente, quando la Sindone giunse a Torino nel 1578, era ripiegata in un cofano di legno oggi conservato nel Museo della Sindone della Confraternita del SS. Sudario di Torino. Resti di bruciature visibili indicano almeno due incendi, uno nel 1532 a Chambéry e un altro precedente. Prima del 1532 la Sindone seguiva la Corte sabauda nei suoi spostamenti. Alcune ipotesi suggeriscono che la Sindone fosse ripiegata secondo piegature che mettono il volto al centro, suggerendo un legame con il "Mandilion" di Edessa, antico telo con il volto di Cristo.Authority/Legami
Zaccone, Gian Maria (autore)
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