Emeroteca Italgas
Foresta Martin, Franco
L'aria che respiriamoLe pesanti conseguenti delle emissioni nocive nell'atmosfera sulla salute dei cittadini, sul paesaggio naturale e sul patrimonio artistico sono così evidentiche la questione assume periodicamente le dimensioni di un'autentica emergenza nazionale. ecco perché è più che mai necessaria una politica energetica oculata, che punti sull'utilizzo delle fonti meno inquinanti ; Speciale
anno: 1997, XXIX, n. 1, pp. 4 - 9
data di pubblicazione: 01.1997 - 03.1997
descrizione
In Italia, il monitoraggio della qualità dell'aria è un'impresa complessa, resa difficile dalla diffusione delle emissioni nella bassa atmosfera e dai processi chimici e fisici che le influenzano, con progressi lenti sia nelle conoscenze scientifiche che negli interventi per ridurre le emissioni nocive. Le principali fonti di inquinamento comprendono una decina di categorie, da impianti di combustione (centrali elettriche, riscaldamento), raffinerie e processi industriali, a trasporti, evaporazione di solventi, agricoltura, sorgenti naturali e trattamento rifiuti, ampliando l'inventario oltre le sole combustioni controllate. Tra gli inquinanti primari spiccano il monossido di carbonio (CO, circa 9 milioni di tonnellate annue, soprattutto dai trasporti), ossidi di zolfo (SOx, 3,5-4 milioni, da produzione elettrica), ossidi di azoto (NOx, oltre 2 milioni, da trasporti e industria), composti organici volatili (COV, quasi 3 milioni, 40% trasporti), particelle sospese (PST, 0,5 milioni) e piombo (Pb, 3 mila tonnellate). La rete di monitoraggio nazionale è deficitaria, specie al Sud, ma si notano riduzioni negli SOx e CO grazie al metano e ai catalizzatori, mentre lo smog fotochimico (con ozono troposferico) persiste in centri come Milano, Roma, Torino e Napoli, vanificando i progressi; l'approccio europeo ora fissa soglie per interventi coordinatiAuthority/Legami
Foresta Martin, Franco (autore)
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