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Capello, Piero

La storia dell'enigmistica

anno: 1986, 18, n. 4, pp. 48 - 52

data di pubblicazione: 10.1986 - 12.1986

descrizione

La storia dell'enigmistica si radica nell'antichità, con il primo enigma noto rappresentato dall'indovinello della Sfinge a Edipo, simbolo di mistero e intelligenza. Nel Medioevo si diffondono gli indovinelli in lingua italiana, come l'Indovinello Veronese, e si sviluppano forme diverse di enigmi e giochi di parole (sciarade, rebus) per divertimento e per celare informazioni, con protagonisti come Leonardo da Vinci e Galileo Galilei che usano codici e anagrammi anche per proteggere e comunicare scoperte scientifiche. Nel Rinascimento e fino al declino di questa epoca, l'enigmistica si fonde strettamente con la letteratura, con autori come Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, e anche figure ecclesiastiche come Pietro Bembo. La passione per gli enigmi si manifesta in molte forme artistiche e narrative. Nei secoli successivi si affermano nuove forme di enigmi e una società di enigmisti che opera con pseudonimi e una forte tradizione. Nel Novecento l'enigmistica si popolarizza ulteriormente con la nascita di riviste e pubblicazioni dedicate come ""La Settimana Enigmistica"", fondata nel 1932 in Italia da Giorgio Sisini, che importò il cruciverba e altri giochi enigmistici dall'Europa centrale, rendendoli parte della cultura popolare e di massa. Questa disciplina è caratterizzata da due ambiti principali: l'enigmistica popolare, che ha moltissimi appassionati e si occupa di giochi di parole e cruciverba di facile soluzione, e l'enigmistica ""classica"" o d'élite, dedicata a giochi più sofisticati e con radici storiche profonde, praticata da una ristretta cerchia di enigmologi. Entrambi i tipi condividono la passione per il mistero, il gioco e la cultura, tramandando una lunga tradizione che intreccia mito, letteratura, arte, scienza e divertimento.

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Capello, Piero (autore)
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