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Cavallo, Giorgio

Ho scoperto Giorgio Cavallo

anno: 1983, XV, n. 3, pp. 48 - 49

data di pubblicazione: 09.1983 - 12.1983

descrizione

Il testo presenta una riflessione sull'ironia e sulla satira abilmente espressa da Giorgio Cavallo, vignettista noto come ""dott. prof. ing."" e definito ""indignato"" in chiave contemporanea. Cavallo viene descritto come una figura capace di colpire senza offendere, con una satira che uccide ""accarezzando"" e distrugge con il sorriso, trasformando personaggi famosi in caricature ironiche ma profondamente veritiere. L'autore paragona Cavallo alla lampada di Aladino: non esaudisce desideri materiali, ma offre ironia, tenerezza e pietà, qualità rare e preziose. La sua arte non altera radicalmente la realtà, ma la mette in luce in modo invertito, rivelando ciò che spesso viene nascosto. Giovanni Arpino ne riconosce l'originalità e l'influenza, sottolineando come Cavallo abbia aperto nuovi sentieri nel campo della satira grafica, non cedendo mai all'autocelebrazione. In particolare, la sua abilità viene apprezzata anche nelle opere dedicate a temi seri come il gas, mostrando rispetto e nobiltà nel suo lavoro satirico. In sintesi, il testo è un omaggio all'arte satirica di Giorgio Cavallo, mettendo in evidenza la sua capacità unica di coniugare critica pungente e umanità senza perdere dignità e nobiltà.

Authority/Legami

Cavallo, Giorgio (illustrazioni)
Giovanni Arpino (autore)
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