Ci troviamo a fine diciannovesimo secolo, in piena Belle Époque, durante la Terza Repubblica Francese. Durante questo periodo di ottimismo, pace relativa e straordinario progresso tecnologico, il drammaturgo e autore di romanzi per l’infanzia Émile Desbeaux pubblica, nel 1884, Les idées de Mademoiselle Marianne, nostro libro del mese di dicembre.
Émile Desbeaux è uno scrittore specializzato in letteratura per la gioventù, spinto da una missione pedagogica, spesso declinata attraverso personaggi femminili curiosi. In questo romanzo come nelle sue altre opere, utilizza la formula del “romanzo di conversazione”: una trama leggera che funge da collante per una serie di lezioni dialogate, sovente accompagnate da illustrazioni per visualizzare i concetti.
La narrazione segue le vicende della famiglia Demilly e dei cugini Deluze. La protagonista, Marianne , è una bambina vivace, estremamente curiosa ed intelligente. Al suo fianco c’è il cugino Pierre, spesso ingenuo e pasticcione, che funge da spalla comica e da pretesto per ulteriori spiegazioni.
Il libro si articola in due filoni paralleli:
- Le Lezioni di Cose (Leçons de choses). Ogni capitolo nasce da un evento quotidiano scatenato da un’idea di Marianne. Ad esempio: lei e Pierre provano a fare il pane ma falliscono perché ignorano la fermentazione; oppure rompono un vetro e imparano come si fabbrica; o ancora vedono le lampade pubbliche e scoprono il gas illuminate.
- L’Intrigo Familiare. Il grande arco narrativo riguarda il ritorno dello Zio Florentin dall’America. Egli è immensamente ricco, ma si finge povero per testare l’affetto dei suoi parenti. La famiglia Demilly, pur credendolo povero, lo accoglie con calore, superando la sua diffidenza di misantropo.
Il libro culmina con un evento drammatico: il “Krach” (un crollo finanziario in Borsa) che rovina la famiglia Deluze e mette a rischio il matrimonio della sorella maggiore di Marianne, Germaine. Nel frattempo, lo zio Florentin muore a New York. Nel suo testamento, lascia l’intera fortuna (3,5 milioni di franchi) esclusivamente a Marianne, come premio per il suo affetto disinteressato. Qui emerge la grandezza morale della protagonista: comprendendo che accettare l’eredità escluderebbe i cugini rovinati dal crollo finanziario, Marianne brucia il testamento nel camino. Senza testamento, l’eredità viene divisa equamente per legge tra i rami della famiglia, salvando tutti dalla rovina e permettendo il matrimonio della sorella.
Il romanzo risulta, inoltre, inaspettatamente progressista: in un’epoca in cui l’educazione femminile è spesso limitata alle arti domestiche, Desbeaux presenta una protagonista che vuole capire come funzionano le miniere d’argento, il gas illuminante e la stampa. Marianne è il motore intellettuale della storia, mentre il personaggio maschile, Pierre, è spesso passivo o ignorante. Il libro può essere letto come un incoraggiamento precoce alle ragazze verso le carriere scientifiche e tecniche, sfidando gli stereotipi di genere sulla “tecnologia come cosa da maschi”. Questa scelta colpisce ma non sorprende conoscendo l’autore, che molto spesso utilizza personaggi femminili come suoi protagonisti.
Attraverso le spiegazioni che la famiglia offre ai due bambini, il libro trasmette l’idea che nulla nasca per magia: dietro un semplice foglio di carta ci sono stracci riciclati e macchinari complessi, così come dietro il gas che illumina Parigi c’è il carbone fossile estratto dalla terra. Emerge così con chiarezza la finalità educativa del romanzo.
Les idées de Mademoiselle Marianne è molto più di un semplice libro di testo antiquato. È un ritratto vivido di un’epoca che crede fermamente nel progresso, ma che non dimentica l’importanza dei legami umani. Attraverso gli occhi curiosi di Marianne, Émile Desbeaux ci ricorda che il mondo è un laboratorio affascinante, e che la vera ricchezza non risiede nell’oro estratto dalle miniere, ma nella generosità d’animo.