189 ANNI A SETTEMBRE: GLI ESORDI DELLA SOCIETÀ ITALIANA PER IL GAZ

Settembre è il mese in cui ricorre l’anniversario della nascita di Italgas. Per celebrare questi primi 189 anni proponiamo “La Società Italiana per il Gaz dalla sua origine al 1894: raccolta di tutti i documenti riguardanti la sua costituzione e le sue vicende”, un volume pubblicato nel 1894 che attraverso documenti e testimonianze ripercorre i primi decenni della storia della Società.

Nel settembre del 1837 Torino si prepara a cambiare volto. Le strade della città sono ancora illuminate dall’olio, ma dalla Francia arriva una nuova idea: portare il gas nelle case e nelle vie, per ottenere una luce più brillante, economica e sicura. A proporla sono l’ingegnere Gautier e l’architetto Reymondon, arrivati a Torino per presentare un sistema già sperimentato con successo a Lione: l’illuminazione con gas idrogeno carburato. L’idea convince rapidamente alcuni capitalisti torinesi e le istituzioni cittadine. Il 12 settembre 1837 viene così firmato l’atto costitutivo della Compagnia d’illuminazione a gaz per la Città di Torino. È il primo capitolo di una storia destinata a durare fino a oggi.

La società cambierà più volte nome nel corso dei decenni: nel 1851 diventerà la Società anonima Piemontese per l’illuminazione a Gaz in Torino, nel 1855 la Società gaz-luce di Torino, nel 1863 la Società Italiana per il Gaz e, dal 1925, Italgas. A raccontare questi primi decenni è l’opera che pubblichiamo come Libro del mese. Non un libro di storia, ma una vera raccolta di documenti attraverso cui è possibile seguire, quasi passo dopo passo, la nascita e la crescita dell’impresa.

Rappresentazione dei gasisti al lavoro nella sala dei forni dell’Officina di Porta Nuova. Illustrazione tratta da Cerutti, Renato, L’officina del gas di Porta Nuova a Torino la prima in Italia, 1978.

Una nitida narrazione della modernizzazione italiana

Il successo del gas porta con sé anche la concorrenza. Nel 1851 nasce in Borgo Dora la Società anonima piemontese per l’illuminazione a gas, sostenuta da alcuni dei ceti più agiati della città con l’obiettivo di contrastare il monopolio della compagnia di Gautier e Reymondon. Le difficoltà economiche e tecniche portano però, nel 1856, alla fusione delle due realtà nella Società Gas-Luce di Torino. La storia societaria continua a trasformarsi. Nel 1862 un gruppo di privati costituisce la Società anonima consumatori gas-luce di Torino, con l’obiettivo di produrre e distribuire il gas al prezzo di costo. Per farlo viene costruita una nuova officina in Borgo Vanchiglia. Un anno dopo, persa la propria posizione di monopolio, la Società Gas-Luce si ricapitalizza e cambia ancora una volta identità. È il 1863. Nasce la Società Italiana per il Gaz. E con il nuovo nome arriva anche una nuova ambizione: non limitarsi più a Torino, ma portare il proprio modello oltre i confini della città.

 

Riproduzione del documento originale di abbonamento della Società Anonima per l’Illuminazione a Gaz della Città di Torino. Il testo riporta in dettaglio le condizioni contrattuali, i prezzi e gli orari ufficiali di accensione dei becchi a gas. Illustrazione tratta da Cerutti, Renato, L’officina del gas di Porta Nuova a Torino la prima in Italia, 1978.

La memoria del progresso: i documenti che tracciano la storia del gas

Sfogliando La Società Italiana per il Gaz dalla sua origine al 1894 si incontra un vero e proprio archivio in miniatura. Ci sono la copia del brevetto con cui Carlo Alberto approva la formazione della Società, gli atti costitutivi, i contratti, le fusioni e gli atti notarili. Ci sono anche i decreti reali, ministeriali e prefettizi, insieme agli statuti che nel corso degli anni definiscono il funzionamento dell’impresa. Attraverso queste carte possiamo entrare anche nella vita quotidiana della società: capire come venivano organizzate le assemblee, come erano distribuiti i benefici, quali erano i diritti degli eredi e quali procedure regolavano lo scioglimento e la liquidazione.

E poi ci sono i documenti che raccontano il rapporto con le città. I capitolati d’appalto stabiliscono quantità ed estensione dell’illuminazione, prezzi e misura del gas, orari di accensione, obblighi del personale, penali, manutenzione e approvvigionamento delle materie prime. I documenti relativi alle concessioni di Torino, Bergamo e Pavia mostrano invece come la nuova infrastruttura energetica venisse inserita nello spazio urbano.

Ancora più vicini alla vita quotidiana sono i moduli per gli abbonamenti alla fornitura privata, le tabelle degli orari di accensione e dei consumi e gli schemi per la verifica mensile dei contatori.A chiudere questo percorso sono le lettere scambiate tra il Sindaco e la Società: voci diverse, ma impegnate a costruire insieme un servizio che stava cambiando il volto della città.

Scorcio d’epoca illustra la presenza di un fanale a gas nella zona del «ponte del pallone», oggi Balôn, in Aurora. Illustrazione tratta da Cerutti, Renato, L’officina del gas di Porta Nuova a Torino la prima in Italia, 1978.

 

Dal gas idrogeno carburato all’idrogeno verde di oggi

La storia dell’energia segue percorsi che si trasformano insieme ai tempi e alle esigenze della società. In questa evoluzione anche l’idrogeno attraversa epoche diverse, cambiando ruolo e modalità di utilizzo. Il gas illuminante utilizzato nell’Ottocento conteneva infatti una quantità significativa di idrogeno libero. Per aumentare la luminosità della fiamma, il gas veniva sottoposto a un processo di carburazione, arricchendolo con idrocarburi liquidi volatili.

La tecnologia e gli obiettivi sono oggi completamente diversi, ma il tema torna al centro della trasformazione del sistema energetico. Nella transizione verso la decarbonizzazione, l’idrogeno verde può essere prodotto attraverso l’elettrolisi dell’acqua utilizzando energia da fonti rinnovabili. Attraverso il Power-to-Gas e il blending, l’idrogeno può essere miscelato con il gas naturale e distribuito attraverso le infrastrutture esistenti.

È un collegamento che attraversa quasi due secoli: nel 1837 il gas rappresenta una delle tecnologie attraverso cui la città entra nella modernità; oggi nuove tecnologie e nuovi vettori energetici stanno trasformando nuovamente le infrastrutture costruite nel corso di quella stessa storia. Dal primo fanale a gas alle reti energetiche del futuro, cambiano le tecnologie, le fonti e gli obiettivi. Rimane però la stessa esigenza: adattare le infrastrutture alle trasformazioni della società.

E forse è proprio questo che i documenti del 1894 ci permettono di vedere meglio: non soltanto l’inizio della storia di Italgas, ma il momento in cui quella storia ha cominciato a prendere forma.